La chiesa di san Pietro di Vidiciatico

A cura del Gruppo Studi Capotauro


L’attuale chiesa parrocchiale fu costruita a causa dei gravi problemi di statica dovuti a infiltrazioni d’acqua che minavano alle fondamenta quella antica, datata al 1393. L’8 novembre 1874 la chiesa antica fu definitivamente chiusa e le funzioni religiose furono tenute nell’oratorio di San Rocco.
Il problema maggiore per la costruzione di un nuovo edificio era sostanzialmente economico, dopo che, per varie cause, il bilancio parrocchiale si faceva sempre più esiguo. Il parroco di allora, don Peltretti, non si perse d’animo e fece richiesta di fondi alla Curia, che effettivamente stanziò una piccola somma per concorrere alla nuova opera, così come fece il Comune, che stanziò £ 5000 da versare in quattro rate; i paesani prestarono gratuitamente la loro opera. Le proposte furono tre: ricostruire la chiesa nella piazza, spostarla verso San Rocco, ampliare San Rocco.
La morte di don Peltretti il 19 febbraio 1879 sembrò interrompere i progetti, ma il nuovo parroco, don Giovanni Cassellani, si dimostrò energico come il suo predecessore.
I parrocchiani decisero di costruire la nuova chiesa mantenendola in piazza, ma con orientamento opposto a quella antica; ciò comportava però che parte della chiesa venisse a trovarsi sul terreno di Giovanni Guerrini, che inizialmente non voleva saperne di cedere il suo terreno per la costruzione del nuovo edificio.
La tradizione dice che fu la moglie Maria, molto devota, a convincerlo.
I paesani avevano intanto cominciato ad abbattere la vecchia chiesa e a ripulire le pietre, con l’intento di riutilizzarle per costruire quella nuova. I lavori di costruzione cominciarono nel 1881 e la difficoltà più grande fu quella di togliere l’acqua che tanti problemi aveva causato, conficcando nel terreno dei grossi pali di castagno.
La ditta incaricata dei lavori fu quella dei lizzanesi Luigi Filippi e Alfonso Biagi.

La nuova chiesa fu inaugurata solennemente il 29 giugno 1884, festa del patrono, anche se praticamente c’erano solo i muri esterni e il tetto. Nel frattempo, gli enti che erano stati interpellati per sostenere almeno in parte le spese rifiutarono di elargire altri fondi, per cui solo nel 1890 si giunse ad una delibera comunale che stanziò altre 1500 lire in cambio dell’uso della Cappellina come edificio scolastico. All’inizio la chiesa aveva solo tre altari, tra cui il maggiore, su cui, come oggi, si trovava la pala della vecchia chiesa, la tela raffigurante la consegna delle chiavi a San Pietro, opera di Antonio Crespi datata al 1641. Il tabernacolo, quello ancor oggi visibile, fu realizzato dall’abile intagliatore e doratore mastro Silvestro Pozzi di Grecchia.
L’altare era in pietra, opera dello scalpellino Giosuè Cioni di Pra’ dalla Villa, fu spostato nella cappella del cimitero quando nel 1941 il cardinale Nasalli Rocca consacrò quello nuovo, attualmente visibile.

L’altare della Madonna del Rosario in origine ospitava la secentesca statua della Vergine che attualmente si trova in San Rocco; quella attuale è degli anni ’30-’40 del Novecento ed è circondata da 18 quadretti, 15 con i misteri e i 3 sottostanti con San Luigi Gonzaga, la Madonna di Pompei e Santa Rosa da Lima e Sant’Anna.
Gli affreschi furono realizzati nel 1939 dal prof. Dante De Carolis di Bologna.
Il terzo altare fu dedicato a Sant’Antonio da Padova e al Sacro Cuore di Gesù. Era fornito di una grande tela opera di Pierfrancesco Cittadini, datata al 1627, raffigurante il Sacro Cuore, e di una grande statua del Santo. Nel 1929, in seguito a una cospicua donazione di Angelo Carpani, l’altare fu dedicato alla Sacra Famiglia; a Sant’Antonio fu dedicata la piccolissima cappellina costruita da don Giuseppe Tabellini nel 1927 all’entrata destra della chiesa e la Compagnia del Sacro Cuore si trasferì presso l’altare della Madonna.
Nel 1922 don Carlo Brozzetti fece costruire le due cappelle laterali (quella detta “degli uomini”, recentemente restaurata dall’attuale parroco don Giacomo Stagni, e quella dove canta attualmente il coro); nel 1930 don Tabellini ampliò la cappella di sinistra e costruì la sacrestia sul retro, nel 1931 fece fare l’impianto elettrico e nel 1941 cambiò il vecchio altare di pietra con uno di marmo.
Le colonne monolitiche che separano le due cappelle laterali dal presbiterio sono opera degli scalpellini locali di Case Corrieri, realizzate con arenaria cavata poco a monte dello stesso luogo.
Nel 1931 il cardinale Nasalli Rocca, nel corso delle solenni celebrazioni per i 300 anni dell’oratorio di San Rocco, concesse alla chiesa di Vidiciatico la dignità di Chiesa Arcipretale.